Presentazione del Progetto Integrato Territoriale “Via delle Meraviglie”


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Nardella 6.11.2017

Una Via delle Meraviglie per unire, in Basilicata, i luoghi della storia e della cultura che gravitano sulla fascia tirrenica e appenninica, e “connetterli” con l’area che invece, verso la Puglia, guarda all’Adriatico, ripercorrendo l’antica Via Herculia con ippovie, ciclovie e itinerari che accompagneranno i turisti tra scavi archeologici, borghi e musei lucani.

Il progetto della Via delle meraviglie – che va dall’area del Vulture, nel nord della regione, fino alle aree meridionali del Lagonegrese – raggruppa 43 comuni della Basilicata (con una popolazione complessiva di circa 245 mila persone), finanziato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è stato presentato nella serata di lunedì’ 6 novembre 2017, nella Sala del Cortile del Museo Archeologico Nazionale “D. Adamesteanu” di Potenza. All’incontro è intervenuto anche il Segretario Regionale del MIBACT Basilicata, Leonardo Nardella che ha sottolineato come questo progetto nasca da un modello di programmazione partecipata che potrà rappresentare un investimento per valorizzare le vocazioni dei territori lucani attraverso i beni culturali.

Il primo obiettivo del progetto – ha dichiarato il project leader, Paolo Cuoco, è quello di aprire campagne di scavo sulla base della bibliografia storica lungo il tracciato, per poi valorizzare le ville romane e la messa in sicurezza dei percorsi delle diverse zone, con l’installazione di totem e pannelli informativi.

Per gli amanti del trekking e del turismo “verde” saranno anche previste un’ippovia e una ciclovia su circa 200 chilometri, con punti di sosta attrezzati – in collegamento con la rete regionale “Ippovie lucane” in fase di realizzazione, con la Ciclovia dell’acqua (Caposele-Santa Maria di Leuca) e con la Ciclovia della Magna Grecia – e la “messa in rete” di stazioni di sosta ricavate da case cantoniere provinciali in disuso.

“Il percorso – ha spiegato il project manager, Michele Cignarale  – ripropone un’antica necessità, che si ripresenta negli scenari di sviluppo attuale: riconnettere da nord-est a sud-ovest le aree gravitanti sulla fascia adriatica con quelle della fascia tirrenica. La piattaforma storico-culturale che funge da connettore è, dunque, il tracciato dell’antica Via Herculia, in cui sono rinvenibili radici e testimonianze di rilevanza europea”