Accordo per la valorizzazione dell’ex carcere di Melfi

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In data 6 dicembre 2016, ai sensi all’art. 5 co. 5 del D.Lgs. 85/2010 (federalismo demaniale e culturale), è stato firmato, da parte del Segretario regionale MiBACT per la Basilicata, dott. Leonardo Nardella, del direttore dell’Agenzia del Demanio – direzione regionale Puglia e Basilicata, dott.ssa Marta Settimi e del sindaco del Comune di Melfi, dott. Livio Valvano, l’accordo di valorizzazione e l’atto di trasferimento dell’immobile dal Demanio al Comune.

La struttura, individuabile nella parte a sud-est del borgo antico di Melfi, riconosciuta di interesse culturale con decreto n. 77 del 18 ottobre 2010, fu realizzata alla fine del ‘400 e adibita a convento delle clarisse sotto il titolo di San Bartolomeo.

Dopo l’Unità d’Italia e la soppressione degli ordini monastici, venne utilizzata prima come caserma e, in seguito all’avvento dei piemontesi, come carcere fino al 1933.

Attualmente lo stabile si trova in uno stato di forte abbandono e degrado e necessità, prima di tutto, di azioni generali di consolidamento della struttura esistente.

L’accordo sottoscritto ha lo scopo di favorire la realizzazione delle strategie e degli obiettivi di valorizzazione del “bene”, anche in rapporto al notevole interesse storico artistico dello stesso e alle vicende storiche di cui nel tempo è stato protagonista.

Il recupero dell’ex carcere, inoltre, attraverso la realizzazione di un innovativo contenitore museale e polifunzionale con caratteri etnografici, offrirà un supporto alle politiche di sviluppo del territorio.

Il MIA (Museo Modernità Interattiva Immateriale Industriale Artigianale Agricola) sarà un museo  polifunzionale e con un concetto “nuovo” dove gli spazi espositivi sono trasformati in luoghi vivi, attivi e interattivi  e dove l’esperienza visiva (sensoriale) si coniuga e interagisce con i laboratori educativi e di ricerca, le residenze per artisti o studiosi, gli spazi per conferenze e performances artistiche accanto a disciplinate attività commerciali e ristoranti con piatti e prodotti tipici.

Il MIA sarà, in sostanza, una sorta di microcosmo, un piccolo laboratorio in cui riprodurre, preservare e condividere, con il visitatore, le immagini, i suoni, gli odori, i gusti che nell’insieme formano la cultura immateriale moderna del territorio della città di Melfi e di tutta la regione del Vulture.